Su “Sennoreddu e S’iscusorzu” è un’entità magica identificabile a tratti come demone, a tratti come folletto, che si muove con grande agilità ed è caratterizzato da una forza sovrumana.

Sennoreddu e S’iscusorzu”
Su “Sennoreddu e S’iscusorzu” è un’entità magica identificabile a tratti come demone, a tratti come folletto, che si muove con grande agilità ed è caratterizzato da una forza sovrumana.
Veste un mantello bianco e il suo volto è appena percettibile, nascosto dal nero della fuliggine, fa trasparire lo sguardo della fiera. Tra le braccia custodisce avidamente un’anfora all’interno della quale è conservato il tesoro che vorrebbe tenere nascosto agli umani.
Attorno a lui sfilano “Sos de s’Iscusorzu”, i Pastori che, avvolti in un nero cappotto di orbace (su Saccu), accompagnano con un ritmo solenne e impassibile “su Sennoreddu” lungo un percorso forzato che lo condurrà a essere sopraffatto dagli umani che finalmente potranno impossessarsi del suo tesoro. Il loro volto è uniformato dal nero del carbone bruciato, il capo è chino, gli occhi coperti dal lungo cappuccio del “gabbano”, calzano gli scarponi e i gambali del pastore, mentre brandiscono a ritmo costante un grosso e nodoso bastone cinto di una dozzina di
campanacci. Due di loro, i più forti, tengono legato con due grosse funi contrapposte la sovrumana entità

Il Mito
Il mito si materializzerà quando, dai frequenti e propiziatori sogni di
un giovane servo pastore Tetiese, nel 1865 si avviano le prime attività di scavo (Clandestine) nella famosa area di Abini, luogo dove i pastori tetiesi per la maggiore, si prodigavano nella ricerca del famoso “Iscusorzu” citato nella leggenda. Da questi primi scavi scoprirono una vascacostruita con pietre, e al suo interno numerosi bronzetti e armi.
Incontra il nostro mito
“Su Sennoreddu e sos de S’iscusorzu”.

“Su Sennoreddu e sos de S’iscusorzu”

Su Sennoreddu

sos de S’iscusorzu

sos de S’iscusorzu
“Su Sennoreddu e sos de S’iscusorzu”





S’Iscusorzu
- Il Tesoro di Abini.

