Tanto tempo fa, un giovane pastore di Teti, tormentato da sogni ricorrenti decise di raccontare
agli amici quello che gli stava succedendo.
Leggenda che si tramanda da padre in figlio.

Stremato dalla cantilena e dal continuo girare attorno dei pastori su Sennoreddu, scaraventa a terra la brocca che tiene in mano e cede il tesoro.
“Sos chi sunis in su Fruncu ‘e su ludu
Este a craru de su muru irau
Su bitellu de oro est’ attaccau
In su postu chi este abbarra mudu,
sia sole o siad oscuru,
Mai a fora du biene istuppau,
cà est sempere in d’unu croccadorzu
e no ddu moven’a puntor de puntorzu”.
Tanto tempo fa, un giovane pastore di Teti, tormentato da sogni ricorrenti decise di raccontare agli amici quello che gli stava succedendo. Raccontò loro di una voce che gli ripeteva in continuazione di recarsi al santuario di Abini perché lì c’era un tesoro, nel sogno il ragazzo raggiungeva il santuario e qui si trovava una persona minuta, una via di mezzo tra un bambino e un folletto.
In paese si raccontava che nei pressi del santuario di Abini ci fosse un tesoro nascosto e unvitello d’oro che si aggirava fra le capanne del villaggio, a guardia di questo tesoro si trovava un essere di piccola statura, alcuni lo descrivevano come un diavoletto, altri come un folletto, altri ancora come una sorta di entità impalpabile, chiamato da tutti “su Sennoreddu”. Quando qualcuno si avvicinava al santuario veniva sfidato dal “Sennoreddu” il quale, prometteva che se
fosse stato battuto avrebbe ceduto il tesoro. I pastori, convinti dall’insistenza e dalla disperazione dell’amico decisero di recarsi al villaggio e qui trovarono veramente il tesoro, che possiamo ammirare ancora oggi, nei più importanti musei, sono i nostri bronzetti conosciuti ormai in tutto il mondo.
Questo rito rappresenta i Pastori (dei quali è stato ricostruito il tipico vestiario dell’epoca in
particolare “su saccu” il mantello con cappuccio d’orbace) i quali recatisi al santuario di Abini, incontrano “su sennoreddu”, pian piano lo circondano e iniziano a ripetere una filastrocca che veniva raccontata in paese e che raccontava di un vitello d’oro (il tesoro) nascosto nel villaggio.
“Sos chi sunis in su Fruncu ‘e su ludu
Este a craru de su muru irau
Su bitellu de oro est’ attaccau
In su postu chi este abbarra mudu,
sia sole o siad oscuru,
Mai a fora du biene istuppau,
cà est sempere in d’unu croccadorzu
e no ddu moven’a puntor de puntorzu”.
Stremato dalla cantilena e dal continuo girare attorno dei pastori su Sennoreddu, scaraventa a terra la brocca che tiene in mano e cede il tesoro.
Il racconto è stato estrapolato dall’indagine condotta dalla Prof.ssa Maria Murgia nel 1964,sulla
storia delle tradizioni popolari locali.

Il Rito
Stremato dalla cantilena e dal continuo girare attorno dei pastori su Sennoreddu, scaraventa a terra la brocca che tiene in mano e cede il tesoro.
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Incontra il nostro Tesoro
Per tutti noi Tetiesi, il tesoro, il vero “Iscusorzu” erano e sono tutt’oggi i
preziosissimi reperti rinvenuti ad Abini nel corso dei due secoli di scavi

Eroe con quattro occhi e quattro braccia

arciere su schema bicervide

Arciere
orante
Architetti

Eroe con quattro occhi e quattro braccia
Passione e impegno





Un mondo che vale la pena incontrare
